Think Carla Vangelista il sabato 28 agosto 2010

Scrivere

Blocco. Sindrome da pagina bianca, intoppo, fermata, crisi, si può chiamare in tantissimi modi. Vuole dire una cosa sola: che una persona che stava scrivendo si trova improvvisamente nelle peste perchè, non c’è verso, a scrivere non ci riesce più. Nelle ultime due settimane io mi sono trovata nel gorgo nero che terrorizza chiunque faccia un lavoro minimamente creativo. Ti svegli una mattina e tutto quello che fino a ieri ti sembrava facile diventa una montagna insormontabile. Il tuo libro si è fermato, i tuoi personaggi non ti parlano e tu sei persa. Le provi tutte: cambiare la scaletta, modificare il percorso dei personaggi (forse non funziona più), dare motivazioni diverse, piangi, preghi, cerchi di distrarti (forse sono stressata), ti chiudi in te stessa (forse sono distratta), ti ammanetti al computer anche se non tiri fuori neanche una riga (Alfieri docet, dopotutto), ti documenti perchè forse non ti sei documentata abbastanza, cerchi di dimenticare le documentazioni perchè forse ti sei documentata troppo, Fondamentalmente, ti disperi. Senza ovviamente arrivare a nessun risultato tangibile. E poi una mattina ti rendi conto che hai dimenticato la regola fondamentale: lasciarsi guidare dal tuo personaggio. Se lui decide di bloccarti e boicottarti è perchè stai cercando di portarlo in una direzione sbagliata. E se lo stai facendo è perchè quella direzione è quella che credi imboccheresti tu in quella situazione. Quello stato d’animo che immagini per lui è quello in cui pensi che saresti tu. Ma siccome il tuo personaggio è la tua parte più sana, quella non condizionata dalla famiglia, dai ricordi, dalla società, lui vuole muoversi in maniera onesta. E sentire le cose in maniera onesta. E ti impedisce di portarlo fuori strada. E allora ti chiedi quante volte durante la giornata tradisci te stessa facendo tacere quella parte di te che ti chiede di fermarti. Piccoli, impercettibili tradimenti. Un sorriso quando dentro non c’è, un sì al posto del no, un "è da stupidi sentire questo" quando lo stai già sentendo. Il mio libro oggi si è sbloccato, ho smesso di fare a braccio di ferro col lui e l’ho lasciato parlare. Ma quando siamo là fuori, nel quotidiano, quante volte permettiamo a quella parte di noi onesta, sincera, non condizionata, autentica, di parlare a voce alta?

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Forum

  • Vanessa

    Carla, bellissime parole. Sto scrivendo due racconti, dopo aver terminato il mio primo romanzo. E’ incredibile, ma sembra che dopo avermi condotto così facilmente in un logo entrambi i protasgonisti siano fermi, tutto mi sembra banale, come se non ci fosse più da commentare su nulla. Sto cercando una verità al loro interno ma è come se avessero una dimensione piatta...non riesco a dargli volume...si accettano consigli! Mi mancano nuovi stimoli forse?


  • Carla

    Può essere semplicemente che tu abbia detto tutto quello che volevi dire? O sei ancora all’inizio? Prima di chiudere la faccenda con "assenza di nuovi stimoli" chiediti a che punto è la storia. E dillo anche a me, così forse posso essere più d’aiuto...


  • cinni

    ho conosciuto poche persone che riuscivano a non far tacere quella parte più viva e vera della loro anima, del loro sentire. Si tace per educazione, si tace per paura di non essere accettate, si tace per non essere guardati come un ufo, si tace perchè è più facile acconsentire che dissentire. Ho sempre ammirato le poche persone che ho conosciuto e ci riuscivano, certo anche io poi le guardavo come un ufo perchè mica si è abituati a codificare i registri di chi non tace la propria verità e la propria libertà (e poi c’è l’altra questione comunque che la pretesa di essere se stessi non deve scontrarsi con la possibilità di ferire gli altri.. ahhhh i rapporti umani sono complicati... MA CHE MERAVIGLIA!!!) Io ci sto lavorando pian piano.. e come al solito si parte dicendo NO. I tuoi personaggi secondo me son li che se la godono a vedere come ti stai scervellado.. li intorno alla tua sedia che spuntano dalle tue spalle e non aspettano altro che di riprenderti per mano e ricominciare la passeggiata... Che bello quando potremo leggere di questa passeggiata :-)


  • Carla

    Grazie della fiducia, Cinni. Provo ad alzarmi dalla panchina...


  • Dana

    Ciao Carla,
    ho appena visto le tue foto e che dirti sei proprio bella !!! Mi piacciono tanto quelle con Silvio, mi piace la grande complicità che traspare in ogni scatto. Guardandole provo malinconia per una complicità che, oggi, non ho più con nessuno. E’ quello che mi manca dippiù nei rapporti con gli altri. Sai quell’intesa muta, fatta di sguardi che ti leggono nell’anima e precedono le tue azioni. Ecco di questo ho bisogno, ora!
    Spero che il "blocco" sia stato superato, per te ma anche e sopratutto per noi ;)
    Bacioni grandi
    Dana


  • Carla

    Ciao Dana, blocco superato (per ora), si va avanti con convinzione. Il tuo messaggio parla di complicità. Sono sicura che ti manchi ma non è mica una cosa che si trova così facilmente, soprattutto andando avanti con gli anni. So troppo poco di te, non so quanti anni hai e con chi avevi questo rapporto così "complice" ma ti assicuro che lo ritroverai. O meglio, lo formerai di nuovo. Perchè la complicità - oltre che di immediata sintonia - è composta di buona volontà. Bisogna annaffiarla, crescerla, custodirla. Insomma, come per tutto il resto nella vita, è mantenuta a suon di impegno. Di tutti e due. Da qualche parte si sta aggirando il tuo futuro "complice" o la tua futura "complice". Tieni gli occhi aperti e sii pronta a cogliere l’occasione. E non ti dimenticare di annaffiarla...


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